In:The Loss of Primordial Language and the Future of National Languages
Edited by Irene Capdevila and Francesc Feliu
[IVITRA Research in Linguistics and Literature 47] 2026
► pp. 13–24
Le riflessioni di Pasolini sulla diversità linguistica tra nostalgie del passato e profezie per il futuro
Article language: Italian
Published online: 23 March 2026
https://doi.org/10.1075/ivitra.47.02dac
https://doi.org/10.1075/ivitra.47.02dac
Abstract
The problem of multilingualism was central for Pasolini, both in his authorial practice (writing
poems in Friulian, as well as in Italian; use of Roman dialect in novels and film scripts set in Rome; recourse to
various dialects and foreign languages in the Decameron and other cinematographic works), as well as
in theory and critical writing (at least the numerous essays included in the collections Passione e
ideologia and Empirismo eretico should be remembered), up to the alarm on the genocide
of dialects launched in Volgar’eloquio, a text that takes on an almost testamentary value.
This paper intends to retrace this non-linear but certainly coherent Pasolinian itinerary,
selecting the most significant observations regarding multilingualism, with particular attention to the “nostalgic”
component of his own vision of cultural reality that found expression in dialects and to the prophetic dimension,
which warned well in advance of a progressive reduction in the spaces of linguistic diversity.
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